Anche le pecore usano il telefono! - Michele Dimattia

Una pecora con lo smartphone? Sì, e pure con il numero privato! "Anche le pecore usano il telefono!" è una canzone reggae demenziale che racconta, con ironia e ritmo, l’assurda esperienza di ricevere telefonate anonime… da un campione di coraggio nascosto dietro il Beeeh. Tra versi animaleschi, minacce ridicole e accenti da bar, nasce un inno satirico contro i leoni da tastiera... anzi, da tastierino numerico! Ascoltala se hai mai ricevuto una chiamata assurda, se ami il reggae con la trombetta felice, se vuoi ridere senza chiamare nessuno.

Nota bene:

Nessuna pecora è stata mentalmente disturbata durante la registrazione. I mentalmente disturbati erano già al telefono.

Testo

 

C'è chi è uomo....
C'è chi è donna....
C'e chi paone....
C'è chi fa l'eremita...
C'è chi la sera esce…
e chi invece fa il leone da tastiera… col telefono.


Ore 22 e passa, squilla l'ignoto,
numero privato, stile uomo-mozzafiato.
Io rispondo, lui respira...fa scena muta,
poi parte con versi, voce che sputa.
"Chi sei?", silenzio…
Poi scatta la farsa: imita una pecora, si sente a casa.
Insulti sparsi con accento da bar,
ma il coraggio? Sempre dietro al radar.

 

Numero privato, che gran temerarietà,
parli solo quando il nome non si sa.
Forte con l'eco, debole in volto,
mi fai pena, più che torto.
[chorus]
Buonasera, pronto, dimmi chi sei
Se sapessi il tuo nome, giuro, ti saluterei
Invece tu non parli, fai solo scena muta
Fai il verso della pecora e con grande idiozia dici:

“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”
Oh beh, lo lascio fare. tanto so già chi è
La prima, la seconda, la terza sto zitto
Ma cambia repertorio, povero relitto.

(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Anche una pecorella sa telefonare
(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Ai miei tempi le pecore andavano a pascolare
(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)


Questa non è la prima, è un grande revival,
mi sa che ti manca l’intrattenimento serale.
Solito stile: sfiatato e confuso,
con la mia calma ti ho già deluso.
La chiamata è incisa, il tono è stonato,
ridi tu… ma chi ascolta ha già cliccato.
E mentre tu giochi a fare il fantasma,
io scrivo 'sta strofa e il karma si scalda.

 

(STROFA IN LINGUA GIAMAICANA)*
Ee-eh, sikia sauti, toka gizani
Jina lako wapi? mbona wajificha?
Piga simu, cheka, fanya kelele
Lakini uso kwa uso, unakuwa vumbi
Ee-eh, sikia ngoma, sikia pumzi
Ukweli unakuja, pole pole
Maneno matupu, kelele tupu
Kama kondoo, unafuata bila macho
He-ya, he-ya, sauti rudi
He-ya, he-ya, jina rudi
Giza likivunjika, mchezo unaisha
Cheka sasa, kesho ni kimya
Ee-eh, piga ngoma, pumua chini
Heshima kwanza, sauti baadaye
Ukipiga simu bila jina
Roho inajua wewe ni nani


Numero privato, che gran originalità,
tiri fiato ma non tiri dignità.
Forte con l’ombra, debole in luce,
ma se ti scoprono, vediamo chi fugge.
[chorus]
Buonasera, pronto, dimmi chi sei
Se sapessi il tuo nome, giuro, ti saluterei
Invece tu non parli, fai solo scena muta
Fai il verso della pecora e con grande idiozia dici:

“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”
Oh beh, lo lascio fare. tanto so già chi è
La prima, la seconda, la terza sto zitto
Ma cambia repertorio, povero relitto.

(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Anche una pecorella sa telefonare
(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Ai miei tempi le pecore andavano a pascolare
(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Forse i tempi cambiano, mi devo abituare
(“Beeeh Beeeh. Sei un pezzo di Meehhh”)
Pecorella senti a me, ma vattene a cagare.

 

*(TRADUZIONE)

Ascolta la voce, esci dall’oscurità
Dov’è il tuo nome? perché ti nascondi?
Chiami, ridi, fai rumore
Ma faccia a faccia diventi polvere

Ascolta il tamburo, ascolta il respiro
La verità arriva, piano piano
Parole vuote, rumore vuoto
Come una pecora, segui senza vedere

He-ya, he-ya, torna la voce
He-ya, he-ya, torna il nome
Quando il buio si rompe, il gioco finisce
Ridi adesso, domani è silenzio

Batti il tamburo, respira a fondo
Prima il rispetto, poi la voce
Se chiami senza nome
Lo spirito sa chi sei

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