Nessuna Idea ("Ma quale Idea" versione anni 2000) - Michele Dimattia

“Nessuna Idea” è una parodia e rivisitazione del celebre brano "Ma quale Idea" di Pino D’Angiò.

Un brano che si immerge con un tono satirico e demenziale nelle complessità (e frustrazioni) delle relazioni nell'era moderna. Attraverso gli occhi di un protagonista maldestro e decisamente fuori sincro con i tempi, il testo esplora con umorismo nero le difficoltà nel comprendere il consenso e le dinamiche di genere attuali.

Il brano mette in scena un esilarante, quanto scomodo, contrasto generazionale: le disavventure del protagonista nel tentare di approcciare una ragazza si scontrano con le "perle di saggezza" decisamente anacronistiche e politicamente scorrette di un nonno che racconta i suoi metodi di "conquista" di altri tempi. Tra fraintendimenti comici (un'aranciata che diventa violenza) e le aspettative stereotipate (e spesso deluse) sulle donne contemporanee, il pezzo disegna un quadro esagerato e irriverente.

Il ritornello, con il suo immortale e celebre "Che idea! (Ma quale idea?)", funziona come una voce della ragione (o della realtà), smontando le illusioni e le pretese del protagonista e sottolineando la sua incapacità di capire davvero l'altra persona. È una parodia pungente sui luoghi comuni, le incomprensioni e l'ingenuità (o la malafede) che a volte caratterizzano le interazioni amorose di oggi.

Una cosa che fa sorridere amaramente e forse anche riflettere!

TESTO

 

Siamo negli anni 2000 e con lei nulla puoi fare.

Per un semplice sorriso il consenso deve dare.

“Tu sei una bella ragazza.” non puoi dire neanche quello.

Anche se è nata donna lei si crede uno sgabello.

Io mi son fatto coraggio e le ho offerto un’aranciata,

Ma lei mi ha schiaffeggiato e ha detto che l’ho violentata.

Son tornato a casa in bianco, sono triste, afflitto e sciatto

Mentre vedo che mio nonno ride e dice, soddisfatto:

 

“Sulla pista indiavolata

Lì per lì l'ho strapazzata

L'ho lanciata riafferrata

Senza fiato l'ho lasciata

Tra le braccia mi è cascata

Era cotta innamorata

Per i fianchi l'ho bloccata

E ne ho fatto marmellata

Oh, yeah

Si dice così, no?

E poi, e poi

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

È maliziosa, ma saprà

Tenere a bada un superbullo

Buffo come te

E poi che avresti di speciale

Che in un altro, no, non c'è

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

Attento, lei lunga la sa

E ti farà girare in tondo

Senza avere mai

Le cose che pretendi

E poi in fondo, scusa, tu che dai”

 

Non importa quanto amore o quanto affetto le stai dando,

Basta che fai un po' lo stronzo e lei già sta ovulando.

Lei ti dice "sei perfetto" ma poi ha tante pretese.

Lei si spoglia su Only Fans ma con te fa la milanese.

Rimorchiare una ragazza, oggi, non è una passeggiata

E ora c'è mio nonno che si fa una risata:

 

"M'ha guardato, l'ho guardata

L'ho bloccata, accarezzata

Sul visino suo di fata

Ma sembrava una patata

L'ho acchiappata, l'ho frullata

E ne ho fatto una frittata!

Oh, yeah

Si dice così, no?

E poi, e poi

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

È maliziosa, ma saprà

Tenere a bada un superbullo

Buffo come te

E poi che avresti di speciale

Che in un altro, no, non c'è

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

Attento, lei lunga la sa

E ti farà girare in tondo

Senza avere mai

Le cose che pretendi

E poi in fondo, scusa, tu che dai”

Che idea!

Che idea!

Che idea!

Che idea! (Ma quale idea?)

Che idea!

Che idea!

Che idea!

Che idea! (Ma quale idea?)

 

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

È maliziosa, ma saprà

Tenere a bada un superbullo

Buffo come te

E poi che avresti di speciale

Che in un altro, no, non c'è

Che idea! (Ma quale idea?)

Non vedi che lei non ci sta?

Che idea! (Ma quale idea?)

Attento, lei lunga la sa

E ti farà girare in tondo

Senza avere mai

Le cose che pretendi

E poi in fondo, scusa, tu che dai”