The Beginning - Michele Dimattia

Questa canzone è un viaggio epico e intimo attraverso la nascita dell’universo e della vita, raccontato senza miti né divinità, ma con meraviglia scientifica e poesia. Dall’energia primordiale alle stelle, dagli atomi alle cellule, fino alla coscienza umana, il brano celebra l’evoluzione come un processo fatto di errori, tentativi e trasformazioni.

È un inno laico all’esistenza: non siamo scelti, non siamo guidati da un disegno superiore, ma siamo il risultato straordinario di materia che ha imparato a ricordarsi, a sentire, a porsi domande. Tra immagini cosmiche e riflessioni profonde, la canzone invita ad alzare lo sguardo verso il cielo… e poi a guardare le proprie mani, riconoscendole come polvere di stelle diventata vita.

Una riflessione emozionale su ciò che siamo: l’universo che prende coscienza di sé.
La base musicale originale venne composta da me tramite Magix Music Maker e molta immaginazione.
Grazie a Suno e ad un testo scritto con molta cura, ho potuto dar vita a questa versione.

E l'immagine di copertina è stata creata da me con Clip Studio Paint.

Testo

 

In the silence before the sound,
Before the dark knew how to bend,
Energy learned how to dance,
Time took a breath and space began.

Fire was born in distant skies,
Stars ignited, learned to burn,
Forging gold and iron hearts,
Every ending made a start.


No hands above, no written plan,
Just motion learning how to stand,
From chaos into form and light,
A universe teaching itself to try.


From stardust to breath, from fire to skin,
Every life is a spark within,
No throne, no god, no guiding hand,
Just atoms dreaming who they am.
From endless night to open eyes,
We are the echoes of the skies.


Planets cooled from molten seas,
Oceans learned chemistry,
Molecules began to speak,
Copying hope imperfectly.

Single cells learned how to stay,
Then learned hunger, fear, and play,
Every failure wrote a rule,
Survival was the only school.


No promises, no sacred line,
Just chance repeating over time,
Mistakes became the winning key,
Evolution’s poetry.


From stardust to breath, from fire to skin,
Every life is a spark within,
No throne, no god, no guiding hand,
Just atoms dreaming who they am.
From endless night to open eyes,
We are the echoes of the skies.


Claws became hands, scales became skin,
Wings remembered how to swim,
Brains learned stories, words, and lies,
To name the stars they came from first.

We learned love, we learned to doubt,
We asked what living’s all about,
Still made of carbon, fear, and flame,
Still playing nature’s endless game.


We are not chosen.
We are not lost.
We are what happens
When the universe remembers itself.


From stardust to breath, from cells to souls,
From simple sparks to conscious roles,
No heaven sent, no final end,
Just life becoming more than then.
Look at your hands, look at your eyes,
You are the proof that stars can rise.


And when we fade, the dust remains,
Waiting for another name,
Another world, another start,
Another universe with a heart.

 

Traduzione

 

Nel silenzio prima del suono,
Prima che il buio imparasse a piegarsi,
L’energia imparò a danzare,
Il tempo trattenne il respiro e lo spazio nacque.

Il fuoco nacque in cieli lontani,
Le stelle si accesero, impararono a bruciare,
Forgiando cuori d’oro e di ferro,
Ogni fine diventava un inizio.


Nessuna mano dall’alto, nessun piano scritto,
Solo il movimento che impara a reggersi,
Dal caos alla forma e alla luce,
Un universo che impara da solo a tentare.


Dalla polvere di stelle al respiro, dal fuoco alla pelle,
Ogni vita è una scintilla interiore,
Nessun trono, nessun dio, nessuna mano guida,
Solo atomi che sognano chi sono.
Dalla notte infinita agli occhi che si aprono,
Siamo gli echi del cielo.


I pianeti si raffreddarono da mari fusi,
Gli oceani impararono la chimica,
Le molecole iniziarono a parlare,
Copiando la speranza in modo imperfetto.

Le cellule singole impararono a restare,
Poi fame, paura e gioco,
Ogni fallimento scriveva una regola,
La sopravvivenza era l’unica scuola.


Nessuna promessa, nessuna linea sacra,
Solo il caso che si ripete nel tempo,
Gli errori divennero la chiave vincente,
La poesia dell’evoluzione.


Dalla polvere di stelle al respiro, dal fuoco alla pelle,
Ogni vita è una scintilla interiore,
Nessun trono, nessun dio, nessuna mano guida,
Solo atomi che sognano chi sono.
Dalla notte infinita agli occhi che si aprono,
Siamo gli echi del cielo.


Gli artigli divennero mani, le scaglie pelle,
Le ali ricordarono come nuotare,
I cervelli impararono storie, parole e bugie,
Per dare un nome alle stelle da cui provenivano.

Imparammo ad amare, imparammo a dubitare,
Ci chiedemmo cosa fosse vivere,
Ancora fatti di carbonio, paura e fiamme,
Ancora a giocare il gioco infinito della natura.


Non siamo scelti.
Non siamo perduti.
Siamo ciò che accade
Quando l’universo ricorda se stesso.


Dalla polvere di stelle al respiro, dalle cellule alle anime,
Da semplici scintille a ruoli coscienti,
Nessun paradiso promesso, nessuna fine finale,
Solo la vita che diventa più di ciò che era.
Guarda le tue mani, guarda i tuoi occhi,
Sei la prova che le stelle possono salire.


E quando svaniremo, resterà la polvere,
In attesa di un altro nome,
Un altro mondo, un altro inizio,
Un altro universo con un cuore.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.